STRADE E PAVIMENTAZIONI
IN
TERRA STABILIZZATA


Costruire "strade in terra battuta" è stata, di sicuro, la più diffusa ed economica tecnica utilizzata fin da quando l’uomo ha avuto l’esigenza di transitare su superfici livellate per le sue attività. Questo perché la pavimentazione in terra è la più semplice da realizzare, anzi non risulta necessario decidere di realizzare la pavimentazione, basta transitare sempre nella stessa zona per ottenere un compattamento del terreno in sito e di conseguenza una migliore percorribilità dello stesso, per cui la nascita delle “pavimentazioni in terra”.

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COSTRUZIONE DI STRADELLI RURALI, ECOLOGICI CONSOLIDANDO TERRENI NATURALI CON STABILSANA

Il sistema STABILSANA, particolarmente adatto per la costruzione di stradelli ecologici, drenanti, trova frequente impiego anche nella realizzazione di piste ciclabili, strade rurali, percorsi in parchi, giardini, campi di golf, impianti sportivi, siti archeologici, aree giochi, parcheggi, ecc. In funzione della destinazione d’uso si tratta soltanto di modulare, di volta in volta, il rapporto fra i componenti principali: cemento ( o calce ), materiale terroso, stabilizzante per terreni STABILSANA ed acqua. L’addizione di STABILSANA, disciolto nell’acqua, in ragione di 1 kg di prodotto, per metro cubo di impasto di conglomerato terroso, è finalizzato all’omogeneizzazione della miscela terra/legante, alla neutralizzazione delle sostanze organiche attive, presenti nel terreno di risulta, nonché al miglioramento dell’efficienza e delle prestazioni del conglomerato naturale nel suo insieme.

 
STABILIZZANTE PER TERRENI STABILSANA
 
E’ un prodotto in polvere confezionato in sacchi da 25 Kg ciascuno. E’ una miscela di Sali inorganici esenti da tossicità e nocività; teme l’umidità, deve essere conservato in luogo asciutto; deve essere utilizzato entro e non oltre 12 mesi dalla data di consegna.; una volta sciolto in acqua, dovrà essere impiegato entro e non oltre 24h; non comporta significative variazioni del colore originario del terreno (*).
*) = richiedendo, in genere, l’uso di una limitata quantità di cemento/calce, a maggior ragione per la grande superficie del terreno, consente alla pavimentazione finita di mantenere il colore del materiale terroso di partenza dando luogo a pavimentazioni che risultano di aspetto assimilabile a quelle in terra battuta, con maggiori vantaggi ed una drastica riduzione degli inconvenienti.
 
CARATTERISTICHE FUNZIONALI
 
STABILSANA, non è un legante poiché non esplica direttamente alcuna azione in tal senso ma favorisce l’azione del legante tradizionale che è il cemento o la calce. STABILSANA è basato sulla peculiare azione di Sali complessi che svolgono la funzione di neutralizzare le pellicole organiche presenti nel terreno che, ove presenti in misura elevata, non consentirebbero una bagnabilità adeguata del terreno da parte del legante. Viene quindi favorita la dispersione e la funzione del legante (cemento o calce) nel materiale terroso. In tal modo, inoltre, la colorazione del legante non altera in misura significativa,
l’originaria colorazione del terreno.
 
MODALITA' D'USO
 
Lo stabilizzante per terreni STABILSANA, và impiegato in dosi di 1 Kg per ogni mc. Di conglomerato terroso da stabilizzare, salvo contrarie indicazioni da parte della direzione dei lavori. Aperta la confezione bisogna sciogliere 1 Kg di prodotto in 30 litri d’acqua o l’intero sacco ( 25 Kg ) in 750 litri. L’acqua dovrà essere esente da impurità dannose quali oli, acidi, alcali e qualsiasi altra sostanza nociva alla normale presa del cemento. ATTENZIONE: la quantità di acqua indicata è quella necessaria per sciogliere il prodotto ma non è determinante al fine dell’ottenimento dell’umidità ottimale dell’impasto. La dispersione della soluzione acqua-stabilizzante nell’impasto, dovrà essere realizzata nel modo più uniforme possibile, onde evitare una carenza di catalizzatore in alcune zone di terreno da trattare. A questo riguardo risulta comodo miscelare la soluzione acqua-stabilizzante con l’intero quantitativo d’acqua necessaria all’impasto, in modo da avere la massima dispersione dello stabilizzante nel materiale impastato. Per favorire una migliore miscelazione dei materiali ( nel caso che si usi una betoniera auto caricante ) è conveniente, dal punto di vista pratico, procedere al caricamento dei materiali in modo parziale anche se senza soluzioni di continuità (½ terreno, ½ cemento, ½ soluzione + acqua, quindi nuovamente ½ terreno, ½ cemento, ½ soluzione + acqua ). Se alla fine risulterà necessario aumentare il contenuto di umidità dell’impasto questo potrà essere integrato aggiungendo solo dell’acqua. Dopo l’impasto e la stesura, che potrà essere manuale o meccanica (con vibrofinitrici), la miscela dovrà essere rullata tempestivamente, ed in ogni caso prima che si possa verificare un essiccamento, anche superficiale del materiale, che comprometterebbe la presa del legante. Una volta effettuata la rullatura, il materiale dovrà essere lasciato indisturbato per almeno 3 giorni. Sia subito dopo la rullatura che in tempi successivi, in dipendenza delle condizioni ambientali, la pavimentazione può essere umidificata per mantenerla nelle condizioni ottimali per le sue reazioni di presa, allo stesso modo come si suole procedere per una qualsiasi pavimentazione o manufatto in cemento.
 
MIX PER 1 m3 cubo DI CONGLOMERATO TERROSO CONFEZIONATO
 
materiale terroso (tipo tout venant)* =1 metro cubo
cemento (**) o, in alternativa, calce idraulica =kg 150
Stabilizzante STABILSANA =kg 1(***)
Acqua =litri 80 – 100 (****)
 
NOTE ALLA TABELLA = (*) Per materiale terroso è da intendersi non si intende un aggregato pulito e selezionato tipo sabbia e/o pietrisco, ma un materiale che presenti una certa quantità di terreno, al limite anche di tipo vegetale; nel suo interno possono essere presenti materiali aridi, che contribuiscono a dare un certo scheletro all’impasto ( 20 al max 30% ), può inoltre essere accettata una certa presenza di argilla con tenori non molto elevati, in quanto, se presente in misura superiore, impedirebbe una corretta miscelazione del materiale, ( nella miscelazione si originerebbero delle palline di materiale argilloso che non verrebbe a contatto con gli altri componenti ). (**) Cemento ove possibile di tipo Portland; (***) Il quantitativo d’acqua è da ritenersi variabile in funzione delle condizioni di umidità di partenza del terreno utilizzato. Per terreni già umidi risulta impossibile aggiungere altra acqua perché si andrebbe oltre il quantitativo massimo di acqua possibile. In questo caso sono quindi da escludere aggiunte, anche per motivi pratici di realizzazione.
 
AVVERTENZE INERENTI ALLE MODALITA' D'USO
 
STABILSANA, una miscela di Sali allo stato solido (polvere), per aggiungerlo al materiale da impastare, lo stesso dovrà essere sciolto, preliminarmente in un quantitativo di acqua di almeno 30 litri per 1 Kg di prodotto in polvere, meglio se in tutto il volume d’acqua prevedibilmente necessario (circa 90 – 100 litri con terreni asciutti). Per ottenere la migliore distribuzione di STABILSANA è infatti consigliabile scioglierlo nella maggiore quantità di acqua possibile, in almeno quasi tutta l’acqua che può servire per l’impasto ( 60 ¸ 100 litri ), in modo che distribuendo l’acqua si distribuisca anche il prodotto. L’attrezzatura ideale per effettuare l’impasto risulta una miscelatrice o un impianto di miscelazione nel caso di grossi quantitativi (queste attrezzature risultano idonee per impastare materiali quasi asciutti), in mancanza di questa e per piccoli lavori è possibile utilizzare delle betoniere auto-caricanti rispettando gli accorgimenti di seguito descritti. Caricare la betoniera con un volume massimo non superiore al 50% di quello utile per il calcestruzzo, è sempre consigliabile il caricamento
differenziato illustrato nel paragrafo 4. La velocità di rotazione deve essere tale da assicurare una buona miscelazione: quindi non deve essere troppo elevata e nel contempo la posizione non dovrà essere troppo verticale ma anzi il più orizzontale possibile data la bassa fluidità del materiale lavorato. Per evitare problemi di “impaccamento” e quindi l’aderenza del materiale alle pareti della betoniera, non bisogna caricare MAI l’acqua per prima (come solitamente si usa fare per il calcestruzzo). Nel caso questa situazione si verifichi accidentalmente, si potrà provvedere alla pulizia della betoniera facendo girare soltanto pietrisco.
 
MODALITA' DI CARICAMENTO DEL MESCOLATORE
 
1. immettere il materiale terroso:
2. immettere il legante necessario (calce o cemento);
3. immettere, cercando di collocarla il più a fondo possibile nel mescolatore circa l’80% dell’acqua prevedibilmente necessaria, nella quale è stato preliminarmente disciolto STABILSANA:
4. ove necessaria, aggiungere l’ulteriore quantitativo d’acqua per ottenere la consistenza desiderata. Per favore le migliori condizioni di distribuzione ed omogeneità dell’impasto, effettuare il caricamento in due tempi, così come descritto nel paragrafo 4. Anche in questo caso è possibile operare l’addizione finale dell’acqua eventualmente ancora necessaria.
5. evitare assolutamente l’utilizzo di materiali terrosi evidentemente umidi e comunque tali da richiedere quantità d’acqua d’impasto inferiori a 60 litri per metro cubo.
6. nel caso di impasti realizzati manualmente è necessario procedere a non meno di 4 “rivoltamenti”
del materiale protraendo, in ogni caso, il mescolamento sino ad ottenere
un impasto sicuramente omogeneo.
7. le modalità di miscelazione debbono comunque garantire la distribuzione uniforme della miscela acqua/STABILSANA.
8. è possibile determinare “empiricamente” se il grado di consistenza ottenuto risulti adeguato
prelevando una manciata di materiale mescolato e stringendolo con forza nella mano. Se la consistenza è adeguata, riaprendo la mano la stessa dovrà risultare punteggiata con gocce di umidità.
 
STESURA E RULLATURA
 
spessore consigliato in centimetri, in funzione del tipo di traffico previsto:
10 cm = traffico pedonale.
15 cm = carrabile leggero (auto).
20 cm = carrabile medio
 
a. Prima di stendere il materiale, è necessario bagnare adeguatamente il sottofondo, in modo che il terreno asciutto (soprattutto nel periodo caldo) non sottragga l’umidità all’impasto e quindi non consentendo una corretta presa del materiale.
b. l materiale può essere steso manualmente o con vibrofinitrice in funzione della dimensione
dei lavori. La stesura deve tener conto dell’abbassamento che subirà lo strato in funzione del compattamento dovuto alla rullatura. Al momento della stesura, fare in modo che sulla superficie non si presentino irregolarità; per ovviare a queste, conservare sempre uno secchio di materiale impastato “fine” per poter compensare eventuali vuoti che si possono formare dopo la stesura o a seguito della rullatura. Se sulla superficie si presenta una pietra accertarsi che questa sia circondata da materiale “fine” in modo che risulti ben bloccata e solidale col resto della pavimentazione; sono ovviamente da evitare i “nidi di ghiaia” sulla superficie, che si risolvono intasandoli o coprendoli col materiale “fine” già citato, o in alternativa eliminandoli.
c. Il materiale steso deve essere rullato in tempi brevi per prevenire un essiccamento superficiale che comporterebbe un eccessivo “spolvero” della pavimentazione. Se sono previsti eventuali ritardi per la rullatura, onde prevenire l’essiccamento, il materiale può               essere bagnato moderatamente.
d. All’atto della rullatura il materiale prossimo alla superficie non dovrà risultare eccessivamente umido poiché, in caso contrario si attaccherebbe al rullo compattatore pregiudicando la finitura superficiale della pavimentazione.
e. Il rullo, di caratteristiche adeguate allo spessore della pavimentazione, non dovrà eseguire un numero di passaggi molto elevato (4 - 6 volte) per non disturbare il materiale consolidato. La rullatura deve essere eseguita, quanto più possibile, senza realizzare cambiamenti di direzione, ma andando avanti ed indietro (senza sterzate sul materiale).
f. Alla fine della giornata di lavoro, creare un taglio netto nel materiale compattato, in modo da attestarsi contro il prossimo tratto il giorno successivo.
g. Una bagnatura superficiale durante le giornate molto calde e ventilate o alla fine della giornata lavorativa, risulta positiva per prevenire una rapida essiccazione e dare al legante il tempo di esplicare la sua azione sui materiali (trattare la pavimentazione in maniera simile ad un calcestruzzo tradizionale).
h. Se dovessero essere necessarie delle riprese le stesse debbono essere realizzate nel corso dello stesso giorno di lavoro.
i. Nel caso di previsione di pioggia è necessario provvedere alla protezione delle superfici realizzate con un telo impermeabile adeguatamente collocato.
j. Nel caso di previsione di pioggia è necessario provvedere alla protezione delle superfici realizzate con un telo impermeabile adeguatamente collocato.
k. La rullatura della pavimentazione costruita il giorno precedente è assolutamente da escludere al fine di evitare pregiudizi ai processi di indurimento del legante e danneggiamenti
in genere.
l. La pavimentazione deve essere considerata impraticabile al traffico leggero per un periodo non inferiore a 3 giorni.
 
La pavimentazione così realizzata deve essere considerata, trattata ed utilizzata come una pavimentazione in terra, che presenta un bassissimo contenuto di legante e una grande quantità di terra, peraltro di ridotte dimensioni granulometriche, con prestazioni paragonabili a quelle di un terreno costipato e non ad una pavimentazione in cemento o asfalto.
 
AVVERTENZE PER LA COSTRUZIONE DI PAVIMENTAZIONI RURALI IN TERRA STABILIZZATA
 
Contrariamente a quanto avviene con i calcestruzzi, nella miscelazione dei conglomerati stabilizzati, l’acqua d’impasto non deve mai essere immessa per prima nel mescolatore. Se ciò avvenisse si commetterebbe un errore gravissimo: solo la prima parte di terreno risulterebbe umidificata ed in misura eccessiva (oltre il necessario ed il consentito), mentre la parte restante resterebbe asciutta. Il materiale eccessivamente umido tende ad aderire in gran parte alla superficie del miscelatore, dalla quale potrà essere asportato solo con grosse difficoltà, a maggior ragione se il materiale ha avuto il tempo di far presa. Il materiale restante, anche se miscelato, essendo molto asciutto, non avrà alcuna possibilità di legare ed anche se rullato presenterà la consistenza di un materiale sciolto. Prima della stesura del conglomerato terroso è normalmente opportuno procedere ad una bagnatura della superficie di posa per evitare che il sottofondo sottragga parte dell’umidità dell’impasto, impedendo, in tal modo, un corretto indurimento del materiale. La procedura illustrata è assolutamente indispensabile con clima caldo e/o con ventilazione. Nel periodo estivo ed in presenza di ventilazione la bagnatura deve interessare tanto il sottofondo quanto le superfici all’estradosso ad avvenuta costruzione della pavimentazione al fine di evitare una rapida essiccazione che darebbe vita ad uno strato superficiale incoerente e pulverulento. In concomitanza con prolungate interruzioni di posa comunque determinate, per esempio al termine della giornata di lavoro, è necessario realizzare una sezione di interruzione netta e geometricamente favorevole in modo tale che la zona successiva risulti accostata e non sovrapposta poiché, in caso contrario, ne deriverebbe una scadente adesione fra spessori di pavimentazione eseguiti in tempi diversi. Per poter realizzare un adeguato compattamento della pavimentazione è necessario che la stessa risulti contenuta ai bordi anche solo incassata nel terreno, evitando ai mezzi compattanti di insistere sui bordi stessi, danneggiandoli. In caso di pioggia o gelo la costruzione di pavimentazioni stabilizzate è del tutto sconsigliabile. Nel caso di pioggia sopravvenente subito dopo il getto, proteggere la pavimentazione con un telo impermeabile. Poiché la rullatura superficiale viene eseguita su un materiale praticamente sciolto, la pendenza della pavimentazione non deve risultare eccessiva per non incorrere in problemi pratici di realizzazione quali l’affossamento del rullo, ecc. Come per tutte le pavimentazioni stradali è indispensabile operare affinché il sottofondo risulti stabile, esente da rischi di cedimento e di cause comunque in grado di compromettere la stabilità dell’opera. Si dovrà altresì provvedere ad una “regimentazione” delle acque superficiali nonché ad adeguate segnaletiche di presidio volte ad evitare il transito di mezzi non previsti: mezzi pesanti, cingolati, ecc.
 
 

Autore / Fonte: www.azichem.it