STRADE E PAVIMENTAZIONI
IN
TERRA STABILIZZATA


Costruire "strade in terra battuta" è stata, di sicuro, la più diffusa ed economica tecnica utilizzata fin da quando l’uomo ha avuto l’esigenza di transitare su superfici livellate per le sue attività. Questo perché la pavimentazione in terra è la più semplice da realizzare, anzi non risulta necessario decidere di realizzare la pavimentazione, basta transitare sempre nella stessa zona per ottenere un compattamento del terreno in sito e di conseguenza una migliore percorribilità dello stesso, per cui la nascita delle “pavimentazioni in terra”.

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news: notizie & informazioni
MADE EXPO 2012


Terre Stabilizzate parteciperà alla prossima edizione della manifestazione Made Expo 2012. La fiera ...
COSTRUZIONE DI STRADELLI RURALI, ECOLOGICI CONSOLIDANDO ...


Il sistema STABILSANA, particolarmente adatto per la costruzione di stradelli ecologici, drenanti, trova ...
CONVEGNI: STABILSANA PER PAVIMENTAZIONI NATURALI IN TERRA ...


Argomenti trattati: Le pavimentazioni in terra: - caratteristiche dei terreni - compressibilità e ...
CONVEGNO: PAVIMENTAZIONI NATURALI IN TERRA STABILIZZATA CON ...


La Fondazione Architetti di Treviso e PROMOTEC, il GRUPPO MOSOLE SPA, AZICHEM SRL sono gli organizzatori ...
 

Fontana dell'Ovato - Villa D'Este - Tivoli (RM)
Situata alla sinistra del viale delle Cento Fontane, in un luogo apposito leggermente in disparte,ma non certo oscurata alla vista dalle varie parti del giardino, è la Fontana dell'Ovato o Fontana di Tivoli, anch'essa progettata da Pirro Ligorio e realizzata nel 1567. Anticamente in questa fontana confluiva l'acqua convogliata dal fiume Aniene attraverso un canale. Viene detta dell'Ovato, per la sua particolare forma ad esedra semicircolare con al centro la grande vasca nella quale finiscono tutte le acque cadenti e zampillanti della fontana. Contraddistinta da una particolare elaborazione, è per tale motivo sicuramente la fontana più barocca della villa, in particolare grazie all'effetto regalato delle rocce e dei massi ornamentali posti da Curzio Maccarone a voler creare una scenografia rappresentante i monti Tiburtini, dai quali discendono i tre fiumi, Aniene, Erculaneo e Albuneo, rappresentati da tre statue mitologiche. Al centro vi è la Sibilla Tiburtina o Albunea, avente in mano il piccolo Melicerte, figlio della ninfa Ino, simboleggiante il fiume Albuneo, realizzata da Giglio della Vellita, mentre ai due lati, entro nicchie, due statue di divinità fluviali, di Giovanni Malanca, rappresentano i fiumi Aniene e Erculaneo. Molto suggestivamente, si vede sulla sommità della parte rocciosa, la sovrastante fontana di Pegaso, che sembra inserirsi nella fontana e completare la composizione. Chiude la parte scenografica rupestre, una balaustra marmorea, che si apre nella parte centrale, per dar la possibilità alle acque, di formare una sorta di cascata a cupola, sotto-percorribile, che si riversa nella grande vasca, a cui fa da sfondo la costruzione sottostante, un ninfeo semicircolare, nei cui pilastri stanno, in apposite nicchie, dieci ninfee che versano da vasi acqua, opera di Giovanni Battista Della Porta su disegno di Pirro Ligorio. Il parapetto della vasca è invece rivestito da vivaci ceramiche con particolari dello stemma Estense; di fronte stanno, in apposite nicchie, due statue di stucco, sovrastanti due fontane a zampillo, mentre il piazzale è adornato da due grandi tavoli in pietra, e da secolari alberi di platano.
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